In passato il vino era considerato solamente
un alimento, in epoca più recente il vino, o più
precisamente alcuni vini, sono da considerarsi puri piaceri
del palato per intenditori. In queata logica nell'ultimo secolo
la viticoltura ha avuto un considerevole sviluppo individuando
e selezionando i vitigni in base alle caratteristiche climatiche
e morfologiche con lo scopo di ottenere produzioni eccellenti.
Dopo gli anni '40 e '50 si è passati ad un consumo diverso
che ha privilegiato la qualità a discapito della quantità
di vino prodotto e si è avuto una progressiva specializzazione
della professione di enologo e si è si è venuta
a creare una vera e propria scuola per l'abbinamento cibo-vino
per realizzare sofisticate preparazioni culinarie.
Questa progressiva specilizzazione e tendenza
alla qualità ha portato a porre particolare attenzione
sia allo cura del terreno e delle viti ma ancor di più
al processo di vinificazione che si concretizza attraverso le
seguenti fasi:
LA RACCOLTA (VENDEMMIA): Di settimana in settimana
gli enologi (es.: personale universitario) studiano gli acini
della vigna valutando l'equilibrio tra acidi e zuccheri:se si
vuole ottenere un prodotto ricco di acidi bisogna anticipare
la vendemmia (es: Chardonnay); per un vino ricco di zuccheri
occorre invece ritardarla (es: Moscato). Col trascorrere del
tempo gli acidi diminuiscono mentre crescono gli zuccheri.Il
punto di equilibrio dovrebbe essere il momento ideale per vendemmiare.
Durante la vendemmia, il grappolo, dopo averlo tagliato, viene
trasportato in cantina. Durante il trasporto bisogna fare attenzione
a non schiacciarlo nelle ceste perché il peso eccessivo
potrebbe rompere gli acini e causare una fermentazione precoce
(acetica) a causa della
fuoriuscita
indesiderata di polpa e liquidi.Una tecnica per accrescere la
presenza di sostanze nella parte superiore del grappolo è
il taglio della parte inferiore dello stesso durante la fase
di crescita.
LA DIRASPATURA: Per evitare
che le sostanze contenute nel raspo (pectine, tannini, cellulosa,
resine) conferiscano al prodotto caratteristiche negative o
indesiderate, prima della pigiatura degli acini si esegue la
diraspatura, cioè la separazione degli acini dall'asse
centrale che li sorregge.
LA PIGIATURA: Dopo un'ulteriore
selezione degli acini (si scartano quelli rotti oppure attaccati
da muffe) si procede alla pigiatura ottenendo: una parte solida
(bucce 15-20%, vinaccioli 3-6%) una parte liquida (mosto 65-75%)
Se la pigiatura fosse eccessiva si rischierebbe l'emissione
di sostanze amaricanti.
IL MOSTO: Il mosto che si
è ottenuto con la pigiatura ha questa composizione: acqua
70-85% zuccheri, il glucosio, detto anche "zucchero d'uva",
maggiormente presente in uve parzialmente immature, il fruttosio,
in grande percentuale in uve con maturazione completa. Gli zuccheri
in genere sono più presenti in zone calde poiché
sono prodotti dalla fotosintesi clorofillianaanidride carbonica
+ acqua = zucchero + ossigenola percentuale di zuccheri presenti
nel mosto determinerà il titolo alcolometrico del vino
secondo questo algoritmo: percentuale di zucchero x 0,6 = volume
alcolico%(da 1g di zucchero si ottengono 0,6ml di alcol);acidi
organici, l'acido tartarico dal gusto duro, il più caratteristico
delle uve, l'acido malico dal gusto aspro, più presente
nelle zone a clima freddo, l'acido citrico dal gusto fresco
ma decisamente meno presente degli altri. L' "acidità
totale" di un mosto è determinata dalla somma di:
acidi "fissi" (tartarico, malico, citrico, altri acidi
minori) acidi "volatili" (acido acetico, presente
in misura minore). Se l'acidità è adeguata il
vino risulta serbevole e fresco, se è troppo bassa risulta
piatto, se è alta risulta duro; l'acidità totale
si esprime in gr/l di acido tartarico, da 4x1000 a 9x1000; polifenoli
(tannini e coloranti), sostanze che determinano il colore ed
il sapore del vino; sono presenti nella buccia e nei raspi e
agiscono anche come antiossidanti (per questo motivo i vini
bianchi sono più delicati poiché ne contengono
di meno). Si classificano in antociani (coloranti), che donano
il colore rosso ai vini giovani; flavoni (coloranti), importanti
per il colore dei vini bianchi; leucoantociani e catechine (tannini)
che oltre al colore dei vini bianchi determinano il gusto astringente;
sostanze azotate, fondamentali per la crescita dei lieviti e
quindi per la fermentazione (per inibirle si filtrano, es: Asti
spumante) sostanze pectiche (pectine, gomme, mucillagini), che
aumentano dopo la maturazione e diminuiscono dopo la fermentazione;
gomme e mucillagini possono essere responsabili di intorbidimento;
sostanze odorose (terpèni), sono presenti nelle bucce
in percentuali molto variabili nelle diverse uve; minerali,
nella loro globalità definiti "ceneri" (ferro,
calcio, rame, ecc.) determinano la limpidezza e la sapidità
del vino; sono assorbiti dal terreno o dal contatto con le attrezzature;
microrganismi, si classificano in lieviti, responsabili della
fermentazione alcolica; in caso di uve colpite da oidio e peronospora
si ricorre a lieviti selezionati per eseguire una "fermentazione
in purezza", che sarà assoluta se non ci saranno
organismi originali, relativa se saranno ancora presenti; batteri,
alcuni responsabili di malattie del vino, altri in grado di
realizzare la fermentazione malolattica (lattici) muffe, dannose
in genere per le uve ed i suoi derivati (nel caso della Botrydis
Cinerea al contrario si determina la formazione di aromi e sapori
molto pregiati (es: Frascati Cannellino).
CORREZIONI DEL MOSTO: Per
supportare eventuali carenze del mosto originario si procede
alle cosiddette correzioni, che possono essere così riassunte:
aumento o diminuzione di grado zuccherino, se la maturazione
è stata incompleta. La legislazione italiana vieta l'uso
di saccarosio per cui si ricorre a tagli con mosti più
o meno ricchi di zucchero. Un esempio è costituito dal
cosiddetto mosto concentrato e rettificato (MCR) che si ottiene
facendo evaporare l'acqua e creando un mini-mosto da utilizzare
per integrare altri mosti carenti) oppure dal mosto muto (reso
infermentescibile per l'azione di SO2); grado di acidità,
se l'annata è stata fredda e umida. Si ricorre all'uso
di acido tartarico o citrico per elevare l'acidità, a
sali come il carbonato di calcio o a tagli con mosti meno acidi
per ridurla; pigiature specifiche (più o meno energiche)
contatto con le vinacce tagli con altri mosti per modificare
colore quantità di tannini estratti.
TRATTAMENTO DEL MOSTO: Esistono
alcuni trattamenti del mosto che si effettuano utilizzando lieviti
selezionati per compensare eventuali carenze oppure esaltare
le caratteristiche dello stesso: chiarificazione, per evitare
torbidità filtrazione,centrifugazione, per ottenere maggiore
limpidezza pastorizzazione, per eliminare microrganismi indesiderati
termocondizionamento Il trattamento più complesso è
l'utilizzo anidride solforosa (SO2) la quale elimina i batteri,
blocca la fermentazione, blocca l'ossidazione (bianchi), accelera
la dissoluzione delle bucce (rossi), fa precipitare le fecce
(chiarificazione), produce il "mosto muto" (infermentescibile).
LA FERMENTAZIONE ALCOLICA:
La fermentazione alcolica consiste nella trasformazione degli
zuccheri presenti nel mosto in alcol etilico più anidride
carbonica (più calore): Zuccheri = Alcol etilico + Anidride
carbonicaQuesto compito è svolto dai lieviti che possono
esercitare un'azione rapida e forte oppure lenta e delicata.
Per questa ragione i lieviti vengono anche selezionati ed aggiunti
da mani esperte.L'alcol complessivo di un vino è la somma
dell'alcol svolto (quello indicato sull'etichetta espresso in
volume %, es: 12,5%) e quello potenziale, ovvero quello che
si otterrebbe se si facessero fermentare anche gli zuccheri
residui (vini dolci, es: +/-2).Esistono contenitori ad hoc in
acciaio ISO9000 per evitare che venga superata la temperatura
ideale (18-22°C per i bianchi, 25-28° per i rossi).Bisogna
fare attenzione a non sostare in ambienti dove fermenta il mosto
perché questo processo sprigiona CO2 (anidride carbonica)
rendendo l'ambiente saturo e quindi letale per l'uomo.Durante
il primo periodo la fermentazione è detta tumultuosa
perché il mosto ribolle per lo sviluppo di CO2. In un
secondo momento inizia invece la fermentazione lenta dopo la
svinatura.Nel caso dei vini rossi la fermentazione può
durare 5-7gg per avere vini giovani e pronti, 15-20gg per vini
con molto colore, aromi ed estratti adatti ad essere invecchiati.
Sempre per i rossi esiste una terza fase, la fermentazione malolattica.
LA FERMENTAZIONE MALOLATTICA:
La fermentazione malolattica consiste nella trasformazione dell'acido
malico in acido lattico più anidride carbonica:acido
malico = acido lattico + anidride carbonicaQuesto processo,
che inizia spontaneamente in primavera quando la temperatura
subisce un rialzo, serve a ridurre il grado di pungenza (tipico
dell'acido malico) e a rendere il vino più morbido (i
batteri lavorano tra 20-25°C e il Ph va da 3,7 a 4). Avviene
in contenitori ISO9000 oppure in barrique, caratteristiche botti
da 225 litri che rilasciano sostanze legnose, speziate, vanigliate
in misura adeguata.Il tannino rilasciato dal legno si dice gallico
o nobile. E' caratteristica dei vini rossi e li rende più
equilibrati e di colore più tenue.
La fermentazione più durare più
o meno tempo in base alla tipologia di vino e alle caratteristiche
ambientali dell'annata vendemmiata, quando l'enologo riterrà
il vino pronto si procederà con l'imbottigliamento.
Quelle sopra illustrate sono le fasi principali
dle processo di trasfermazione dell'uva in vino, in realtà
in il processo di vinificazione può assumere caratteristiche
precise in base al procedimento usato:
VINIFICAZIONE IN BIANCO: E'
caratterizzata dall'assenza di contatto tra mosto e vinacce
(macerazione). Le fasi sono: diraspatura per eliminare i raspi
pigiatura degli acini sgrondatura per eliminare le vinacce (il
vino bianco si può quindi produrre anche con uve rosse
in quanto è la buccia a conferire il colore) illimpidimento,
decantazione, filtrazione, centrifugazione fermentazione alcolica,
alla temperatura di 18-22°C svinatura, per separare il vino-fiore
dalle fecce (cellule morte, sostanze coagulate, sali precipitati).
VINIFICAZIONE IN ROSSO: E'
caratterizzata dalla macerazione, cioè il contatto del
mosto con le vinacce, per far migrare le sostanze contenute
nelle bucce e nei vinaccioli verso il liquido e conferire così
al prodotto colore e aroma adeguati.Le fasi sono: pigiatura
dei grappoli in modo soffice diraspatura per eliminare i raspi
fermentazione alcolica facendo venire a contatto il mosto e
le vinacce; alla temperatura di 25-28°C ha la durata di
5-8gg per i vini da bere giovani, 15-20gg per quelli adatti
all'invecchiamento) follatura-fermentazione sommersa-rimontaggio
per evitare la stratificazione in alto delle vinacce svinatura,
per separare il vino-fiore dalle fecce (cellule morte, sostanze
coagulate, sali precipitati) e dalle vinacce (bucce e vinaccioli)
torchiatura delle vinacce per ottenere una "1^ torchiatura"
da unire eventualmente al vino-fiore per correggerlo (i residui
delle successive torchiature si usano invece per aceto e distillati).
VINIFICAZIONE IN ROSATO: Si
esegue una vinificazione in bianco di uve a bacca rossa che
abbiano poca pigmentazione (es.: Pinot Grigio) oppure mescolando
uve bianche ed uve rosse.In alternativa può essere una
vinificazione in rosso ridotta: il minor tempo di macerazione
sulle vinacce conferisce un colore più tenue.Esistono
i chiaretti (dal colore più simile ai rossi) e i cerasuoli
(più vicini ai bianchi).
VINIFICAZIONE CON MACERAZIONE CARBONICA:
E' applicata per ottenere i "novelli", che devono
avere almeno 11° alcolici.I grappoli interi subiscono un
processo di fermentazione intracellulare all'interno di apposite
vasche nelle quali viene immessa CO2 (5-20 gg) a 30°. Le
sostanze migrano dalla buccia alla polpa e al termine del procedimento
si procede alla vinificazione con un'ulteriore fermentazione
di 4-5gg. La commercializzazione non può avvenire prima
del 6 novembre mentre il termine ultimo per l'imbottigliamento
è il 31 dicembre dello stesso anno della vendemmia.
VINIFICAZIONE A CALDO: La
vinificazione a caldo è un sistema continuo che permette
quindi una vinificazione rapida e che può essere utilizzata
per uve ammuffite o immature trattate direttamente o dopo la
pigiatura/sgrondatura.Il mosto liquido viene scaldato a 90°
e poi versato sulla parte solida delle vinacce, al fine di ottenere
una temperatura intorno ai 65°. Altra modalità è
quella di riscaldare l'intera massa fino a 60-70° per un
tempo variabile da mezz'ora a poche ore. Il trattamento provoca
un'ottima estrazione dei pigmenti e l'inattivazione degli enzimi
in particolare dell'ossidasi e quindi consente una minore utilizzazione
dell' SO2.Il difetto di questa tecnica è che le caratteristiche
organolettiche risultano standard e di qualità non elevata.
VINIFICAZIONE CONTINUA: La
vinificazione continua consiste nell'immettere nella parte inferiore
del fermentatore del mosto fresco e nell'estrazione nella parte
alta dello stesso del vino che si forma in quanto l'alcool essendo
più leggero tende a stratificarsi in alto.Data l'immissione
di mosto fresco in un ambiente in cui la fermentazione è
gia iniziata diminuisce il tempo della fermentazione e quindi
questo procedimento permette di risparmiare tempo.Da un punto
di vista qualitativo si ottiene un grado alcolico più
elevato, una fermentazione malolattica anticipata, un colore
intenso e una minore percentuale di metanolo.
Il vino prodotto avrà quindi una serie
di caratteristiche e sostanze che caratterizzano le diverse
tipologie di vini e il processo di vinificazione utilizzato.
Le sostanze possono essere presenti già nelle uve: acqua
zuccheri (glucosio, fruttosio) polifenoli (tannini, coloranti)
acidi (tartarico, malico, citrico) oppure formarsi durante le
varie fasi di lavorazione (vendemmia, fermentazione, maturazione,
invecchiamento):alcoli (alcol etilico) acidi (lattico, succinico,
acetico) aldeidi anidride carbonica Alcuni elementi tendono
a scomparire durante la produzione:zuccheri lieviti batteri
acido malico aminoacidi sali di ammonio mucillagini. Il colore
di un vino è dovuto principalmente alla presenza di alcoli
chiamati "fenoli". Nei vini rossi giovani il grado
di acidità è piuttosto elevato ed il colore si
presenta vivace o violaceo; nei vini invecchiati l'ossidazione
degli antociani, e la fermentazione malolattica conferiscono
un colore granato-aranciato grazie a questo punto alla percentuale
maggiore di tannini. Nei vini bianchi il colore è dato
dai flavoni ma le tonalità più cupe sono conferite
dall'ossidazione dei leucoantociani e delle catechine. Esistono
alcune anomalie che sono causa di alterazione della limpidezza
e del colore di un vino e sono ioni metallici, cristalli di
acido tartarico, ecc. Il profumo è la sensazione principale
che un vino esercita sui nostri sensi grazie alla mucosa nasale
che lo percepisce.Gli aromi primari sono dovuti alla presenza
dei terpeni. Gli aromi secondari si formano durante la fermentazione
(esteri, eteri, alcoli). Gli aromi terziari si formano durante
l'invecchiamento e arricchiscono il bouquet del vino (esteri,
eteri, aldeidi, chetoni, acetali, ecc.). Le sostanze dal sapore
dolce sono responsabili anche della morbidezza del vino. Gli
zuccheri giocano un ruolo importante ed in particolare il fruttosio
che rimane di più rispetto al glucosio che viene fermentato.
Gli alcoli oltre alla morbidezza conferiscono una sensazione
di asciutto perché assorbono acqua. La glicerina o glicerolo
che si forma durante la fermentazione alcolica conferisce il
carattere vellutato combinandosi con gli altri elementi (alcol
etilico, pectine, gomme e mucillagini). L'acidità di
un vino è espressa in pH:-da 0 a 6,99 vino acido-uguale
a 7 vino neutro-da 7 a 14 vino basicoNelle uve sono presenti
gli acidi- tartarico, che conferisce al vino vivacità,
freschezza e colore;- malico, che conferisce aggressività
(allappante se eccessivo);- citrico, che fornisce un gusto acidulo
mentre dai processi fermentativi derivano il - succinico, dà
un gusto acido-salato-amaro; - acetico, se supera la soglia
ammessa 0,7g/l si parla di acescenza o spunto; per legge non
deve superare 1g/l- lattico rende il vino più morbido.L'acidità
totale si esprime in g/litro di acido tartarico. Le sostanze
dal sapore astringente sono polifenoli, i tannini, che danno
alla bocca una sensazione di arido-asciutto e attraggono mucose
dalle pareti. I tannini catechici sono quelli provenienti dalle
uve mentre quelli gallici (nobili) sono ceduti dai legni delle
botti. Le principali sostanze dal sapore sapido sono i sali
che derivano dalle reazioni tra i minerali e gli acidi presenti
nelle uve. I sali sono sempre presenti per evitare che il vino
sia scipito, ma sono comunque mascherati dagli acidi. Le principali
sostanze dal sapore amaro positivo sono i tannini e i chinoni
, mentre quella dal sapore amaro negativo è l'acroleina,
derivante da trasformazioni batteriche. L'anidride carbonica
viene prodotta dalla fermentazione alcolica e conferisce vivacità
in base alla quantità presente nel vino. A seconda della
quantità di gas si parla di vino fermo, frizzante, o
spumante (perlage). E' gradita nei vini bianchi mentre nei vini
rossi accentua il carattere astringente.