ViniRari.com .... Direttamente a casa Tua...
            Il Portale - Chi siamo - Collezione - Mission  - Mailing List
   
       


Le rubriche...

  •  Gli Abbinamenti
  •  I Bicchieri
  •  Le Botti
  •  Le Bottiglie
  •  La Cantina
  •  La Decantazione
  •  Le Definizioni
  •  La Degustazione
  •  I Difetti del vino
  •  Nozioni di Enologia
  •  Il Glossario
  •  Il Vino e i suoi derivati
  •  Vino e Salute
  •  La Storia del vino
  •  I Tappi
  •  Gli Strumenti
  •  Le aree DOC E DOCG in Italia
  •  Le Tipologie di Vino
 

 

 

Le zone DOCG e DOC in Italia...
  •  Basilicata
  •  Calabria
  •  Campania
  •  Emilia Romagna
  •  Fruili
  •  Lazio
  •  Liguria
  •  Lombardia
  •  Marche
  •  Molise
  •  Piemonte
  •  Puglia
  •  Sardegna
  •  Toscana
  •  Trentino Alto Adige
  •  Umbria
  •  Valle d' Aosta
  •  Veneto

 

VENETO

Il Veneto si può riassumere in tre grandi aree: il VERONESE a ridosso del Lago Di Garda; SOAVE, COLLI BERICI e COLLI EUGANEI tra Vicenza, Padova e Rovigo; il TREVIGIANO ed il PIAVE al confine con il Friuli. I vini del Garda veronese risentono dell'influsso del lago poiché il clima è mitigato dalla presenza dell'acqua e sembra di essere in Toscana (presenza di limoni, ulivi, ecc.) invece che a ridosso delle montagne trentine. La provincia di VERONA è caratterizzata principalmente dalla DOC BARDOLINO, con tutta una tipologia di vini che ben si sposa con la gastronomia del lago.Il BARDOLINO SUPERIORE, nonostante la concorrenza di altri vini di pregio e merito, ha ottenuto nel 2001 la DOCG. Il BARDOLINO è prodotto con vitigni tipici di queste zone, ma in particolare sono presenti 3 vitigni autoctoni, in ordine di importanza e di percentuale di uvaggio: CORVINA, che dà struttura con la sua buccia ed è una sorta di cugina del TEROLDEGO e del LAGREIN, RONDINELLA, dà colore, MOLINARA, porta con sé il bagaglio di lieviti necessari alla fermentazione. La principale caratteristica della MOLINARA è infatti la notevole presenza di pruina, ed è analoga per caratteristiche e utilizzo al PINOT MEUNIER, visto che le sue bacche paiono infarinate. Spostandoci leggermente ad Est troviamo ancora questi tre vitigni nella DOC VALPOLICELLA: i vini di questa DOC hanno subìto un'altalena di consumi dovuta a caratteristiche che non li vogliono leggeri come il Bardolino né particolarmente strutturati, ma la versione di maggior successo è senza dubbio l'AMARONERECIOTO DELLA VALPOLICELLA. Questo vino è una sorta di vinificazione prolungata (45-50gg) del RECIOTO (30gg), la versione dolce ottenuta con i vitigni autoctoni del Veronese. Si chiama RECIOTO perché si utilizzano i lati del grappolo, in veneto "recie", quelli più esposti al sole e quindi più maturi messi ad appassire su graticci (che in zona si chiamano arelle) in locali molto areati. La fermentazione trasforma una quantità maggiore di zuccheri in alcol e da qui si hanno le caratteristiche dell'AMARONE che ha sempre un residuo zuccherino ma certamente una nota secca con gradazioni mai al di sotto del 14% fino ad arrivare all'Amarone di Romano Dal Forno del '95 con un 17,5% naturale (non alcolizzato). Come per lo Sfurzat della Valtellina (Lombardia) anche per l'Amarone ci sono state iniziali difficoltà di commercializzazione a causa della forte gradazione alcolica che ne complica l'abbinamento con le pietanze, tant'è che i produttori hanno anche provveduto ad imbottigliare la versione da 375ml. Merita una menzione anche il cosiddetto "Valpolicella di Ripasso". Consiste nel Valpolicella base che verso febbraio-marzo, quando si pigiano le uve dell'Amarone e del Recioto, viene "ripassato" sulle vinacce dei due passiti ed estrae il colore e un leggero residuo zuccherino dando una morbidezza ed una bevibilità maggiori. Alcuni produttori riportano la tecnica del ripasso in etichetta. Come curiosità va detto che il termine VALPOLICELLA derivi da "poli-cella", cioè "tante cantine", perché anche anticamente c'era molta produzione di vino. Questa DOC in tutte le sue versioni va anche sotto il nome della valle vicina, la VALPANTENA. Ancora più a Est si arriva alla DOC SOAVE. Oltre al TREBBIANO DI SOAVE, al PINOT BIANCO ed allo CHARDONNAY il vitigno che caratterizza maggiormente la DOC è la GARGANEGA, che ha delle buone capacità (reagisce bene all'uso della barrique) e dà vita a vini assolutamente interessanti sia nella versione in purezza che inserito in altri uvaggi (aziende Pieropan, Inama, Gini, …). In questo territorio troviamo anche la DOCG RECIOTO DI SOAVE, dove con gli stessi vitigni della DOC si fa un vino bianco passito dolce nella versione Recioto. Di recente assegnazione è anche la DOCG SOAVE SUPERIORE, sempre con gli stessi vitigni della DOC ma con una gradazione alcolica superiore. Prima di VICENZA c'è la DOC GAMBELLARA dove si producono il RECIOTO DI GAMBELLARA ed il VIN SANTO DI GAMBELLARA sempre con uva GARGANEGA. Più a Nord c'è la DOC BREGANZE intorno a Bassano Del Grappa, legata particolarmente alla produzione del passito dolce TORCOLATO, un vino ottenuto principalmente da grappoli di uva VESPAIOLO che non appassiscono su graticci ma vengono attorcigliate attorno a un palo (da qui la dizione torcolato). Si arriva poi ai COLLI BERICI a sud di Vicenza con la particolarità del TOCAI ROSSO ed ai COLLIEUGANEI dove si nota l'introduzione dei vitigni internazionali. Tipico di questa zona è anche il MOSCATOFIOR D'ARANCIO nelle versioni spumante e passito, con uva MOSCATO GIALLO, ed il SERPRINO,sinonimo di PROSECCO. Andando più a nord verso le colline Trevigiane si giunge proprio nella patria del PROSECCO. La DOC prende il nome di CONEGLIANO oppure VALDOBBIADENE oppure CONEGLIANO VALDOBBIADENE (la modifica alla denominazione è recente, in precedenza insieme al nome della DOC c'era la dizione "PROSECCO DI …"). Il PROSECCO è un vitigno sul quale si equivoca spesso, in quanto non è né uno spumante né un vino esclusivamente secco. In etichetta troviamo la dizione "Prosecco" poiché nell'uvaggio per legge c'è almeno l'85% di questo vitigno al quale spesso si associa un'uva affine, il VERDISO. Il vino è di facile bevibilità e di assoluto disimpegno, il più delle volte spumantizzato con il metodo Charmat ma si trova anche in versione tranquilla per un consumo locale (alcol 10-10,5%). La decantazione o scaraffatura è una tradizione veneta dovuta al fatto che il vino subisce una piccola rifermentazione mentre è in bottiglia e il lievito forma le fecce. La locuzione "un'ombra di vino" è tipicamente veneziana perché il vino veniva venduto sui carretti in Piazza S.Marco e i commercianti si spostavano all'interno della piazza per restare all'ombra del campanile. All'interno di questa doc esiste la SOTTOZONA SUPERIORE DI CARTIZZE, una zona molto più vocata dove esce un prosecco con maggior residuo zuccherino. Qualcuno produce il brut, c'è anche dry mala versione più diffusa è l'extradry. E' più amabile di un normale prosecco e può essere tranquillamente abbinato ai dolci oppure servito come aperitivo.Viaggiando verso il confine con il Friuli si incontra la DOC PIAVE, e si delinea la particolarità di zone pianeggianti attraversate dal corso dei fiumi, con terreni con molto scheletro, ciottolosi e drenanti, che facilitano la vitivinicoltura di qualità.Qui sono imperanti i vitigni bordolesi, principalmente CABERNET FRANC e MERLOT, ma è anche molto presente il VERDUZZO.

 
News - About - Help - Qualità - Privacy - Condizioni d'acquisto - Map
© 2003 ViniRari.com - La Forneria snc - Powered By LPF sas - All rights reserved