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PUGLIA

In questa regione c'è un'abbondante produzione di vino da taglio oppure sfuso (circa il 18% della produzione totale italiana) che viene venduto in tutto il Nord Italia e anche oltre, un vino che dà una certa corposità (il VERDECA ed il PRIMITIVO sono ottime basi per il vermouth,Càrpano comprava molto vino da queste parti e il nome "Punt e mès" deriva dal fatto che la sua azienda dopo il primo giorno di quotazione in borsa guadagnò 1 punto e ½). Insieme a Sicilia, Veneto ed Emilia-Romagna concorre quasi il 50% del totale italiano.
Nella parte nord c'è ancora l'influsso dei vitigni SANGIOVESE e MONTEPULCIANO per la contiguità con l'Abruzzo.
Nella zona del Gargano c'è qualche accenno di UVA DI TROIA, un vitignoautoctono a bacca rossa che sembra essere proprio originario dell'Asia Minore. Alcuni prodotto ricominciano a produrlo in purezza, ma per la maggior parte dei casi è un vitigno che concorre agli uvaggi. Una DOC particolare è la CACC'E'MMITTE DI LUCERA che nel nome esprime la tecnica diproduzione. Ogni produttore si reca con il suo carico in un punto comune a tutti, il palmento, e uno alla volta si pigia l'uva subito dopo che ha terminato quello precedente e ha spillato ilsuo vino fiore. Si produce vino rosso principalmente con SANGIOVESE, MONTEPULCIANO e UVA DITROIA.
Dal Gargano verso la zona delle Murgie il terreno è sostanzialmente pianeggiante con forte insolazione ma spazzato comunque dai venti. Per questa ragione è frequente l'allevamento ad alberello che consente un certo riparo.La DOC GRAVINA presenta un terreno ciottoloso che ricorda il Grave del Friuli (riconducibile altermina "gravina"). Si produce vino bianco principalmente con GRECO DI TUFO, VERDECA, BIANCOD'ALESSANO, BOMBINO BIANCO. La DOC CASTEL DEL MONTE dove troviamo il BOMBINO BIANCO per i bianchi e vitigni del sud a bacca rossa come UVA DI TROIA ed AGLIANICO (originario della Grecia, deriva da "ellenico"), prende il nome dal celebre maniero ottagonale che dobbiamo alla volontà di Federico II di Svevia. Il MOSCATO DI TRANI è una DOC che rischiava di scomparire ma che sta riemergendo. La particolarità è che non si fa l'appassimento in vigna ma si esegue un blocco della fermentazione ottenendo un bianco dolce naturale di un'eleganza assoluta. Le DOC ROSSO DI BARLETTA, ROSSO DI CANOSA, ROSSO DI CERIGNOLA sono principalmente a base UVA DI TROIA, MONTEPULCIANO, SANGIOVESE. Nella DOC GIOIA DEL COLLE compare anche il vitigno NEGROAMARO che deve il suo nome ai monaci benedettini che lo utilizzavano per la notevole concentrazione di colore. Il termine amaro si deve invece al fatto che in epoche passate la macerazione sulle bucce era molto prolungata e al termine della fermentazione erano state rilasciate molte sostanze amaricanti.
Più a sud arriviamo alla DOC PRIMITIVO DI MANDURIA dove troviamo un vino molto interessante, concentrato e morbido. Il PRIMITIVO DI MANDURIA ha una caratteristica insita nel nome, è un vitigno fortemente anticipato nella maturazione e quindi si ottiene un vino già pronto quando gli altri stanno ancora vendemmiando. La DOC LOCOROTONDO produce il bianco più bevuto nella regione e conosciuto al di fuori, fatto con VERDECA, BIANCO D'ALESSANO, BOMBINO BIANCO, MALVASIA TOSCANA e garantisce una grossa commercializzazione a dispetto della ridotta area di produzione.
Nella penisola salentina la prima DOC è stata la MATINO seguita da numerose altre come NARDO', SQUINZANO, SALICE SALENTINO in provincia di Lecce. Ci sono alcuni produttori di riferimento che vinificano il NEGROAMARO al 90% creando vini di stoffa decisa.
In tutta la regione è diffusa la produzione di vini rosati che sono però più alcolici e concentrati e si abbinano bene alle carni. Sono vini più giocati sulla morbidezza rispetto all'acidità che resta comunque una caratteristica essenziale.

 
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