LOMBARDIA
In Lombardia è tipica la coltivazione
di vitigni di montagna, che danno luogo a vini con profumi
e colorazioni meno concentrati. Sembra che sia opera degli
antichi Liguri l'impianto dei vitigni di montagna con terrazzamenti
sui costoni piuttosto ripidi (500-700mt, viticoltura "eroica",
con vendemmia eseguita con legerle). La zona sopra Sondrio,
quasi a ridosso con la Svizzera, dà vita ai vini
delle montagne lombarde e din particolare alla DOCG VALTELLINA
SUPERIORE: il termine "superiore" non si riferisce
alla maggiore gradazione alcolica ma alla posizione geografica
più a Nord. Nella Valtellina Superiore si è
praticata anche la zonazione, cioè la suddivisione
del territorio in zone che conferiscono allo stesso vitigno
caratteristiche diverse. Esistono 5 sottozone dove sono
state individuate caratteristiche peculiari: INFERNO, GRUMELLO,
SASSELLA, VALGELLA, MAROGGIA. Qui troviamo vini con più
aroma che struttura, ottenuti in prevalenza col NEBBIOLO,
ed è sempre qui che peraltro termina la reperibilità
del Nebbiolo in Italia, dalla bassa Val d'Aosta alle colline
vercellesi e novaresifino alle Langhe. In ogni zona lo si
trasforma in vini con caratteristiche diverse, mentre nelle
Langhe c'è una firma netta con vini di corpo carichi
di colore, in Valtellina rimane su toni di colore più
scarichi e con un corredo aromatico maggiormente sviluppato.
Da queste parti il Nebbiolo si chiama CHIAVENNASCA, dalla
Val Chiavenna. Nella DOC VALTELLINA esiste una tipologia
di vino che si chiama SFURZAT o SFORZATO (intorno ai 14°).
Questo termine si riferisce all'appassimento, all'eccessiva
maturazione dell'uva eseguita sui graticci per prevenire
grandinate estive oppure nevicate anticipate prima della
vendemmia. Si ottiene un vino carico di alcol, parente dell'Amarone
della Valpolicella che si vinifica in Veneto. Questo vino
sta recuperando posizioni perché sono cambiate le
abitudini alimentari, passate da un maggior consumo di selvaggina
a quello di formaggi e altro da abbinare. Esistono zone
nella provincia di Brescia come CELLATICA e CAPRIANO DEL
COLLE dove le DOC sottostanno alla spinta dei produttori
per emergere sul mercato, ma la regione che merita una menzione
d'obbligo è la FRANCIACORTA , che si trova tra Bergamo
e Brescia. In questa zona si è arrivati alla vitivinicoltura
in ritardo, e in questo modo non è stato prodotto
un vino per sostentamento bensì un vino di qualità.
I vitigni scelti sono stati quelli internazionali e danno
prestigio a questa regione perché dire Franciacorta
equivale a dire spumante prodotto con Metodo Classico utilizzando
CHARDONNAY, PINOTNERO e PINOT BIANCO. Quest'ultimo sostituisce
il PINOT MEUNIER della Champagne: mentre il vitigno francese
cerca di mediare la personalità degli altri due,
il Pinot Bianco è più elegante. Il disciplinare
della DOCG FRANCIACORTA prevede tre versioni di spumante:
bianco, rosé, satèn. Una versione di Franciacorta
unica al mondo nel genere è quella Satèn.
In origine, quando non era ancora DOCG, si definiva cremànt,
cremoso, per la produzione più bassa di CO2 (sotto
le 3,5 atm). Il Satèn con la minore percezione della
pungenza dà una sensazione più morbida, setosa,
rotonda. Il termine Franciacorta ha solamente un'assonanza
con la Francia ma in realtà proviene da "corte
franca", una zona in cui monasteri e conventi nel Medioevo
erano esenti da tasse per favorire ristrutturazioni. Franciacorta
è sinonimo dis pumante mentre i vini tranquilli vanno
sotto la DOC TERRE DI FRANCIACORTA. La lingua di terra tra
Voghera e Stradella è l'OLTREPO' PAVESE, un'area
geograficamente compresa tra il Monferrato ed il Piacentino
con i quali condivide le stesse tipologie di vitigni, ovverosia
BARBERA, MOSCATO GIALLO, RIESLING ITALICO (più leggero
e fragrante) e RIESLING RENANO (il più famoso, originario
della Mosella, adatto a vini longevi per il suo corredo
acido), più tutta la gamma di vitigni internazionali,
PINOT NERO e CHARDONNAY su tutti. Anche la BONARDA sta conseguendo
risultati interessanti, ma mentre all'esterno il vitigno
utilizzato è quello omonimo, qui si usa un parente
stretto,la CROATINA. L'Oltrepò Pavese rappresenta
per Milano quello che sono i Castelli Romani per la Capitale.
Qui c'è la più grande produzione di PINOT
NERO base spumante. E' stato anche creato un consorzio,
il CLASSESE, il cui nome deriva dalla contrazione di Metodo
Classico e Oltrepò Pavese. A sud di Mantova c'è
la produzione di un vitigno che troveremo soprattutto in
Emilia-Romagna: il LAMBRUSCO MANTOVANO (che dà anche
il nome alla DOC), o LAMBRUSCO DALLA FOGLIAFRASTAGLIATA,
presente soprattutto nella zona tra l'Oglio il Mincio e
l'Oltrepò Mantovano. Nella parte meridionale del
Lago di Garda esistono altre DOC da menzionare: GARDA BRESCIANO,
LUGANA, S.MARTINO DELLA BATTAGLIA.