CAMPANIA
Questa regione ha fatto dei consistenti
passi in avanti sia dal punto di vista legislativo che qualitativo.
La Campania è divisibile in 4 zone fondamentali:
a nord l'Alto Casertano, a sud il Cilento, a dest il Sannio
e sul mare il Golfo di Napoli con la penisola sorrentina
e le isole comprese. Partendo dal nord una delle ultime
DOC riconosciute è la GALLUCCIO al confine con il
Lazio in una zona a terreno vulcanico; nelle adiacenze c'è
la FALERNO DEL MASSICO, un vino storico in versione rossa
prodotto con l'AGLIANICO, un vitigno che per la sua diffusione
nel Meridione prende il posto del Sangiovese che la fa da
padrone al Centro (molto diffusi sono anche il Negroamaro
in Puglia, il Gaglioppo in Calabria edil Frappato in Sicilia).
Un altro vitigno autoctono utilizzato nella Falerno è
il PIEDIROSSO (in dialetto PÈR 'E PALUMMO, cioèpiede
del palombo, che si chiama così per via del rametto
che congiunge l'acino al raspo che assume una colorazione
rossa simile alla zampa del piccione). I bianchi di questa
DOC sono quasi tutti con presenza di MALVASIA o TREBBIANO
ma soprattutto con FALANGHINA. Più a sud troviamo
la DOC AVERSA dove i vitigno più importante è
l'ASPRINIO, conosciuto sin dall'Antica Roma, che avendo
una buona acidità dà delle ottime versioni
spumantizzate. Continuando verso sud troviamo delle DOC
"balneari" che sono soprattutto enfatizzazioni
del territorio. In quest'area il terreno è di natura
vulcanica con un tufo sbriciolato che dà la parvenza
di borotalco, ed esistono falanghine con piede franco perché
la fillossera muore per asfissia prima di riuscire ad attaccare
le radici della vite. Sulla costa si trovano soprattutto
FALANGHINA e CODA DI VOLPE a bacca bianca, PIEDIROSSO a
bacca rossa, mentre l'AGLIANICO sempre rosso è più
all'interno. La CAPRI, con vitigni BIANCOLELLA (localmente
IANCULILLO) e FORASTERA. La CAMPI FLEGREI è nella
parte nord del Golfo di Napoli e comprende anche l'isola
di Procida. Visi produce un bianco con FALANGHINA, un vitigno
che sembra provenire proprio da queste parti.La DOC PENISOLA
SORRENTINA è molto famosa per i limoni ed il limoncello,
qui si produceva un bianco rinomato, il Gran Caruso, ma
oggi il terreno brullo non consente di avere grandi produzioni.
Un vino conosciuto ed eccezionalmente abbinato a piatti
di mare è il rosso frizzante GRAGNANO da uve PIEDIROSSO,
AGLIANICO e SCISCINOSO per il 60% minimo più altre
uve locali. Alle pendici del vulcano c'è la DOC VESUVIO
dove troviamo i comuni vitigni campani ma anche una produzione
particolare, il LACRYMA CHRISTI sia in versione bianco che
rosso, il nome è particolare, una delle leggende
vuole che Lucifero venne espulso dal Paradiso e cadde sulla
Terra formando il Golfo di Napoli, e Cristo pianse lacrime
per la perdita di una terra così bella. ISCHIA è
forse la DOC più interessante fra quelle isolane,
i vitigni più usati sono BIANCOLELLA e PIEDIROSSO.
Il TAURASI è la DOCG più a sud d'Italia (provincia
di Avellino) e si produce con AGLIANICO in purezza, il termine
aglianico è una deformazione della parola "ellenico"
che tradisce l'origine di quest'uva dalla Grecia, il TAURASI
viene definito il "Barolo del Sud", è un
vino di assoluta longevità, 13,5% di alcol, corpo,
struttura, è un vino robusto. Nell'avellinese abbiamo
le DOC GRECO DI TUFO e FIANO DI AVELLINO (quest'ultima detta
APIANUM perché l'uva molto zuccherina attirava le
api). Il FIANO DI AVELLINO nasce con una buona nota acida
che gli consente di essere longevo. La zona del beneventano
è prolifica di DOC, anche dai nomi particolari: la
AGLIANICO DELTABURNO con AGLIANICO, la TABURNO con CODA
DI VOLPE, FALANGHINA, PIEDIROSSO, la GUARDIA SANFRAMONDI
o GUARDIOLO con FALANGHINA, la SANT'AGATA DEI GOTI con GRECO,
FALANGHINA, PIEDIROSSO. Nella DOC COSTA D'AMALFI c'è
la sottozona FURORE a base AGLIANICO e PIEDIROSSO che sta
dando prodotti interessanti.