SECONDA
FASE: L'ESAME OLFATTIVO
L'esame olfattivo è la seconda fase dell'analisi
sensoriale e serve per scoprire e descrivere i diversi profumi
del vino.
Questo momento è indispensabile per l'individuazione
di possibili difetti dovuti ad agenti esterni al vino (muffa,
tappo, feccia, SO2, ecc.), ma soprattutto per verificare la
corrispondenza di tipologia (zona di produzione, vitigno, tipo
di vino, età, ecc.).
L'apparato nasale è l'insieme degli organi
adibiti alla rilevazione dei diversi profumi.
La mucosa olfattiva è uno strato cellulare
provvisto di ciglia terminali, le quali rilevano le sensazioni
e le trasmettono ai centri olfattivi cerebrali. Il naso ha una
capacità sensoriale 10.000 volte superiore a quella del gusto.
L'olfatto è il nostro senso meccanico/chimico più impegnato:
attraverso la via nasale diretta per diffusione, le particelle
odorose si mescolano all'aria che attraversa il naso; tramite
correnti vortice, le particelle odorose si fissano alla mucosa
olfattiva; mediante la via retronasale, deglutendo una quantità
di liquido, esce aria calda, spinta dalla faringe, ed incontra
aria fredda appena inalata. Questa sensazione olfattiva si chiama
"aroma di bocca" o "Persistenza Aromatica Intensa"
(P.A.I.).
I profumi e/o aromi sono sprigionati da sostanze
"volatili", cioè in grado di evaporare dalla parte
liquida. Le caratteristiche del vitigno, le fasi di lavorazione,
la maturazione del vino sono fattori che attribuiscono circa
200-220 composti odorosi appartenenti a diversi gruppi (alcolici,
acidi grassi, aldeidi, chetoni ed altri ancora). Il sommelier
dovrebbe essere in grado di riconoscere le varietà dei sentori
e decifrarle non in base alla loro nomenclatura chimica bensì
identificandoli con profumazioni presenti in natura (fiori,
frutti, spezie, ecc.). Il motivo per cui si traducono i nomi
chimici è che questi risulterebbero estremamente complessi e
meno gradevoli rispetto ad espressioni familiari legati al mondo
della natura. D'altra parte è facile capire come sia più apprezzabile
utilizzare le espressioni "miele" e "rosa"
anziché le definizioni "acido feniletilico" e "alcol
feniletilico". La combinazione di uve, fermentazione, maturazione
dà le stesse combinazioni chimiche di altri elementi presenti
in natura.
Il bagaglio odoroso del vino deriva direttamente
dal vitigno, quindi da diverse varietà di uve definite aromatiche.
Aromi gradevoli, che ricordano sentori di muschio, rosa, salvia
e pesca, vengono sprigionati dalle sostanza contenute nella
buccia o pericarpo. I profumi sono una miscela armoniosa e completa
di tre gruppi di profumi (primario, secondario e terziario)
e sono legati all'ambiente pedoclimatico, al tipo di vitigno,
alla tipologia del vino:
§
Profumi primari: aromi che derivano direttamente
dall’uva, in particolare dai terpeni, sostanze aromatiche presenti
nella buccia. Sono definiti anche aromi varietali perché sono
tipici di ogni varietà d’uva;
§
Profumi secondari: dati dal processo di
vinificazione. Si distinguono in prefermentativi, se si formano
già durante la pigiatura, o postfermentativi, se si generano
durante la fermentazione alcolica e malolattica.;
§
Profumi terziari: si definiscono nel loro
insieme bouquet e si formano durante l'invecchiamento a causa
di processi ossidoriduttivi (arricchimento o impoverimento di
ossigeno). .
Per eseguire in modo valido l'esame olfattivo
si deve impugnare il bicchiere a pinza, sulla base o sul gambo,
comunque lontano il più possibile dalla bocca per evitare che
eventuali odori della pelle interferiscano con quelli del vino.
L’esame si svolge, precisamente, in tre fasi:
§
Si avvicina il bicchiere al naso e si inspira
intensamente ad intervalli regolari, con le giuste pause, per
evitare assuefazione ai profumi;
§
Si ruota lentamente il bicchiere creando l'"imbuto
di vino" e facendo sprigionare le sostanze odorose, quindi
si inspira intensamente; Si ruota poi più intensamente il bicchiere
e si inspira più volte ad intervalli regolari;
§
Si assaggia il vino deglutendo ed, infine, espirando
si crea l'"aroma di bocca" , riportando alla mucosa
olfattiva altri sentori liberati a causa della temperatura corporea
(36-37°C).
Da questa operazione si deve valutare:
1)INTENSITA’ DI PROFUMI ED AROMI:
L’intensità è un aspetto olfattivo verticale
poiché le sensazioni si sommano e si percepiscono contemporaneamente.
I livelli sono:
§
Carente: pochissime sensazioni odorose;
§
poco intenso:
scarse sensazioni odorose;
§
abbastanza intenso:
sensazioni odorose discretamente percettibili;
§
intenso: sensazioni odorose decisamente percettibili;
§
molto intenso:
sensazioni odorose particolarmente spiccate ed intense.
2) PERSISTENZA DEGLI AROMI:
La persistenza degli aromi è un aspetto olfattivo
orizzontale poiché le sensazioni si succedono senza sovrapporsi
determinando una certa complessità dei profumi.
I livelli sono:
§
carente: pochissima successione di profumi;
§
poco persistente: scarsa successione
di profumi: dura pochi secondi;
§
abbastanza persistente: sufficiente successione
di profumi;
§
persistente: durevole successione di profumi;
§
molto persistente: prolungata e complessa
successione di profumi: dura anche diversi minuti.
3) QUALITA’:
La qualità è un aspetto soggettivo della degustazione
e rappresenta la sintesi di intensità e persistenza. Il degustatore
deve cercare, tuttavia, di non farsi troppo influenzare dai
propri gusti che prescindono dalla qualità oggettiva del prodotto.
I livelli sono:
§
comune: profumo scadente, privo di pregio;
§
poco fine: rasenta la mediocrità;
§
abbastanza fine: sufficientemente fine
e gradevole;
§
fine: gradevole, distinto, franco, equilibrato;
§
molto fine: particolarmente gradevole,
distinto, franco).